Le cimici asiatiche invadono la Calabria. Fate attenzione sono pericolose per l’uomo e per l’agricoltura

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Stanno rovinando pere, mele, kiwi, uva, in tutta la Calabria. La Coldiretti ha lanciato l’allarme per l’arrivo nel Sud Italia delle cimici marmorate asiatiche. Sono particolarmente pericolose perché molto prolifiche, infatti depositano 300-400 uova a testa almeno due volte l’anno. “La prima segnalazione – sottolinea l’associazione degli agricoltori – si è avuta in Emilia Romagna nel 2012. Quest’anno, però, la situazione è drammatica soprattutto nel crotonese e cosentino. Alcuni esemplari sono attivi anche in Puglia e in Sicilia”.
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A favorirne la diffusione – sottolinea Coldiretti – è stato un autunno particolarmente caldo, con la moltiplicazione degli esemplari che non hanno in Italia antagonisti naturali. Un problema che rende molto difficile la lotta all’insetto che da adulto è in grado di volare per lunghe distanze alla ricerca di cibo e si rifugia da adulto in luoghi chiusi o riparati per poi raggiungere in primavera le piante per alimentarsi, accoppiarsi e deporre le uova.

Le caratteristiche. L’Halyomorpha halys, la cimice asiatica, è un insetto originario dell’Estremo Oriente che è stato accidentalmente introdotto negli Stati Uniti negli anni Novanta, come sta succedendo adesso nel nostro Paese. Raggiungono 1,7 centimetri di lunghezza e hanno una forma a scudo. Sul lato inferiore sono di un marrone che, sulla parte posteriore, diventa grigio, bianco, nero, rame o bluastro. Le zampe sono marroni con chiazze bianche.



I danni. Si tratta di un insetto infestante che può causare danni estesi alla frutticoltura (melo, pero, ciliegio, pesco, susino, mandorlo, nespolo, sorbo, albicocco) e all’orticoltura, colpendo in particolar modo i legumi. Negli Stati Uniti infesta le colture a partire dalla fine di maggio. In Italia colpisce con più efficacia in autunno. L’insetto riesce a sopravvivere all’inverno, riparandosi nelle nostre case, vicino alle fonti di calore, lampadari e fonti luminose.

Come difendersi. Dato che questi insetti si nutrono della polpa dei frutti, molti insetticidi dati sulla buccia risultano inefficaci. Contro l’invasione delle cimici asiatiche sono stati sviluppati quindi appositi feromoni artificiali che possono essere utilizzati da esca per le trappole. Alcune disinfestazioni nei campi di soia, effettuate ‘a tappeto’, sono risultate efficaci.
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