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80 anni di Berlusconi, le foto della festa privata con una grande sorpresa…

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Un compleanno sobrio e intimo per Silvio Berlusconi. L’ex premier compie oggi 80 anni: festeggierà ad Arcore, Villa San Martino, con i parenti e gli amici più stretti (Da Gianni Letta a Fedele Confalonieri, passando per Niccolò Ghedini). “Nessuna festa di compleanno”, raccontava in un’intervista concessa ad Alfonso Signorini e pubblicata su ‘Chi. “Solo una cena con i miei cinque figli. E ho pregato tutti quanti di non farmi nessun regalo. Se proprio vogliono, facciano beneficenza”. Programma quasi rispettato anche se, stando alle ultime indiscrezioni, la cena dovrebbe essere riservata, ma non sottotono. Si partirà con aperitivo, poi l’antipasto, due primi, un secondo, torta e dolci. Ancora top secret il menù dove non dovrebbe esserci pesce. Fra gli invitati, di politici, si annuncia la presenza dei soli Michela Brambilla e Giovanni Toti, considerati di famiglia. Tutti i figli dell’ex Cavaliere hanno riposto all’appello, l’unica in forse Eleonora, che abita a Londra ed è da poco diventata mamma della piccola Flora. Presente, ovviamente anche la compagna Francesca Pascale. Dovrebbe partecipare anche il medico personale di Berlusconi, Alberto Zangrillo, che lo ha seguito anche nell’ultimo intervento “per insufficienza aortica” e nella convalescenza al San Raffaele e a casa. L’intrattenimento sarà affidato, come sempre, al cantante preferito dal leader di Forza Italia, Mariano Apicella. Il repertorio, con ogni probabilità, oscillerà tra canzoni francesi e repertorio napoletano. Non mancherà certamente “A gelusia”, la canzone preferita di Berlusconi. Conclusi i festeggiamenti, Berlusconi partirà venerdì mattina per gli Stati Uniti. Il motivo del viaggio sarebbe, secondo alcune fonti, un controllo di routine al cuore. Niente di allarmante, anzi. La ‘trasferta’ potrebbe rappresentare il definitivo via libera dell’ex premier ad un nuovo ritorno in campo.

I REGALI – Qualche regalo, nel frattempo, è già arrivato a Villa San Martino. Il più gradito, a quanto pare, sarebbe una Lancia Astura del 37. Una auto d’epoca, la stessa che aveva il padre. Qualcuno pensa che il regalo sia arrivato da Niccolò Ghedini, amante di macchine d’epoca e amico di Berlusconi da anni.

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Di Battista tira giù un casino! Guardate cosa ha appena scoperto





COSA FAREMO A ROMA? EVITEREMO TUTTO QUESTO!

ACEA (Azienda Comunale Energia e Ambiente) è una SPA controllata dal Comune di Roma che si occupa della gestione e dello sviluppo di reti e servizi nei settori dell’acqua, dell’energia e dei rifiuti.

E’ un’azienda che fattura oltre 3 miliardi di euro all’anno. E’ un colosso che, se ben gestito e se fosse interamente pubblico, garantirebbe ogni anno ai romani guadagni da reinvestire in servizi.

Ebbene ACEA continua a dare appalti a soggetti poco raccomandabili. E’ questo che deve cambiare a Roma!

Pensate che ACEA ha appena affidato un maxi-appalto (100 milioni di euro) a un tal Furio Patrizio Monaco. Monaco è imputato per estorsione (insieme a Riccardo Mancini, ex-ad di EUR SPA fedelissimo di Alemanno, arrestato per mafia capitale) in un processo sulla realizzazione di una linea di filobus a Roma sud.



Federica Daga, deputata M5S, aveva già denunciato tutto mesi fa https://goo.gl/uIKch5

Quando il M5S governerà Roma tutto questo finirà. Metteteci alla prova!



ULTIM’ORA ANSA! Terremoto a Roma. Brogli elettorali: sparite 35 mila schede. Salano i ballottaggi?





Il tam tam su alcune irregolarità era partito già lunedì in mattinata, quando lo spoglio delle schede all’Ufficio centrale del Comune di Roma, andava troppo a rilento. Quasi due giorni per avere i risultati definitivi su liste e candidati consiglieri all’Assemblea capitolina. La “bomba” però è scoppiata non appena cominciata la verifica sullo spoglio delle schede municipali e alla denuncia, gravissima, di Assotutela di circa 35mila schede «sulle quali – sostiene il presidente Michel Emi Maritato, candidato al Campidoglio – non si hanno ancora notizie». Le anomalie all’Ufficio elettorale centrale della Capitale, sono cominciate a spuntare con verbali non compilati, in bianco o incompleti, alcune sezioni sono state commissariate, sembrerebbe per “abbandono” sul campo di qualche presidente di seggio, stremato dall’assurda maratona alla quale sono stati sottoposti. Dalle sei del mattino di domenica, il tempo per allestire il seggio aperto fino alle 23 e poi subito con le operazioni di spoglio. Una “tortura” declinata da migliaia di «candidati» presidenti e scrutinatori, sostituiti all’ultimo momento disponibile, ricorrendo anche alla precettazione. Sarà forse questo il motivo per cui diverse sezioni risultano “bianche”, al punto da “costringere” i magistrati preposti al controllo ad effettuare scrutini ex novo. Al momento sarebbero almeno trenta le sezioni «anomale», (riscontrate nei Municipi II, XIII e VIII) ma potrebbero essere molte di più. Una differenza di conteggio dei voti che significa per i singoli candidati essere dentro o fuori il Consiglio comunale o municipale. In diversi casi bastano infatti 30, 50 voti in più per far scattare un seggio ad una lista, o fare eleggere un consigliere piuttosto di un altro. E non solo, come denuncia la coordinatrice della Lista Noi con Salvini, Barbara Saltamartini, risultano verbali scritti a matita, non compilati o, peggio non timbrati.




«Non capiamo come il Comune possa aver inviato un personale così incompetente e del tutto ignorante delle corrette procedure. Una situazione paradossale che peggiora di ora in ora, visto che nei seggi centrali i magistrati, a causa del tempo ristretto, sono costretti ad andare avanti nonostante le palesi irregolarità e a far decidere alla Procura in un secondo momento. Quando però sarà troppo tardi, come nel II Municipio dove per poche centinaia di voti il candidato presidente della coalizione Meloni non va al ballottaggio. Queste non sono elezioni regolari». Il rischio vero, infatti, sta tutto nello spoglio delle schede rosa dei 14 Municipi chiamati al voto. Tutti sono andati al ballottaggio: in 13 i pretendenti minisindaci sfidanti sono del Pd e del Movimento 5 Stelle, in uno solo, quello di Tor Bella Monaca, il ballottaggio è invece tra il candidato di Fratelli d’Italia e il candidato grillino. Un risultato che potrebbe tuttavia essere stravolto dal riconteggio dei voti espressi. Del resto i sei punti percentuali che separano la coalizione di Giachetti da quella della Meloni, avrebbero potuto consegnare qualche altro ballottaggio locale a Fratelli d’Italia. Sarà comunque la procura a fare chiarezza. Ha promesso infatti una denuncia-querela il presidente di AssoTutela che oltre alle 35mila schede “perse”, ha sostenuto in una nota stampa che in una «sede di San Lorenzo sembrerebbe che sia intervenuto un funzionario del Comune per sostituirsi agli scrutatori designati per il conteggio finale dei voti». Un ombra scurissima quella apparsa sulle elezioni «più pazze» che la Capitale abbia mai vissuto. Non è da sola però. Intervento dei carabinieri a Napoli, dove sono stati perquisiti i comitati elettorali e le abitazioni di due candidati del Pd, uno al Consiglio comunale e un altro alla Municipalità, l’accusa è di «corruzione elettorale». Sempre nel capoluogo partenopeo nei giorni scorsi erano apparse sui social delle foto interne alla cabina elettorale con tanto di voto di lista e preferenza. Presunti brogli sono stati denunciati anche da una candidata di Noi con Salvini, a Milano. Una tornata elettorale insomma che sembra destinata a non finire con lo spoglio “ufficiale”. Un conteggio che, almeno per quanto riguarda la Capitale, porterà via ancora qualche altro giorno. Tenendo in sospeso non solo i singoli candidati ma anche un risultato di ballottaggio che, nel caso delle presidenze dei Municipi, potrebbe rivelarsi determinante per la vittoria della Raggi o di Giachetti.

fonte:www.iltempo.it